mercoledì 25 novembre 2015

Ravioli alla gallega


Ebbene c'è l'ho fatta anche questo mese e come la mitica Helga è sempre la prima che pubblica la ricetta io sto diventando diciamolo uno delle ultime.....
Ma l'ispirazione nn mi veniva ...proprio no...
Quando però il mio sguardo si è incrociato al supermercato, con un polpo niente male ...certo un po' rigido, era infatti surgelato......qualcosa è successo.... ho detto voglio fare un omaggio alla Galizia e ad uno dei suoi piatti più famosi il pulpo a la gallega e....allora ho preparato ravioli di patate accompagnate da un sughetto di polpo il tutto cosparso da paprica dolce!!!
E allora anche questo mese ci sono e ringrazio i vincitori Monica e Fabio  del blog Fotocuciniamo che con la loro splendida ricetta ci hanno fatto preparare in anticipo un probabile piatto del menù di Natale .....

Ravioli alla gallega
Fumetto
Mezza testa di merluzzo fresco
Spina e testa di 2 triglie
1carota
1 foglia di alloro
Mezzo bicchiere vino bianco
Sale
Olio 
Acqua 2 litri

Io avevo comprato questi pesci per un'altra ricetta ma mi sono fatta mettere da parte gli scarti per farci questo fumetto!
In una pentola capiente con 3 cucchiai di olio a fuoco vivo, si aggiunge gli avanzi del pesce e dopo qualche minuto si sfuma con il vino bianco.
Quando il vino sarà evaporato si mette l'acqua, la carota, l'aglio, prezzemolo e alloro si lascia sobbollire per circa un 1,5/2 Ore. Si aggiusta di sale e alla fine si filtra il brodo e si lascia raffreddare.Io lo avevo preparato il giorno prima.

Cottura del polpo
In una pentola piuttosto capiente  (dovrebbe essere a onor del vero di coccio!!!)si mette a bollire l'acqua e quando bolle si sala e si immerge il polpo insieme alle patate sbucciate*, alloro, 1 spicchio di aglio, prezzemolo.
Si lascia sobbollire 20 minuti poi si spegne e si lascia chiuso a riposare circa 3 ore. 

Ravioli 
200g farina di grano
100g semola rimacinata 
Sale 
Mezzo cucchiaino di paprica dolce affumicata 
Acqua quanto basta 
2 uova 

Ripieno
350g di patate 
1 spicchio di aglio
1 ciuffo di Prezzemolo 
Sale 

Si salta in una padella con 1 cucchiaio di olio, aglio e prezzemolo tritato per 3 minuti, si spegne si aggiunge alle patate appena cotte* e passate nello schiacciapatate. Si mescola il tutto è si aspetta che si freddi.
Seguendo attentamente le indicazioni di Monica per fare la pasta:

Sulla spianatoia fate la fontana con la farina, al centro aggiungete le uova, un pizzico di sale, la paprica ed iniziate ad impastare. Via via che impasterete dovrete aggiungere l’acqua fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea, aggiungete poca acqua, io circa 60 ml) facendola ben assorbire prima di aggiungerne altra. Lasciate l’impasto a riposare sulla spianatoia coperto a campana con una ciotola per almeno mezz’ora prima di stenderlo per fare i ravioli.


Io ho steso la pasta con l'aiuto della mitica macchina Imperia ormai mia alleata da tempo. Quindi dopo la stesura della pasta di stendono le strisce di pasta e si dispone le palline di ripieno (circa 1 cucchiaino), distanziate circa 3/4 cm. Poi si ripiega la pasta e si fa attenzione che i due lembi aderiscano bene !!altrimenti si aprono durante la cottura.
Lasciare riposare coperti da un canovaccio.


Sugo del polpo
-Polpo lesso 
-5 Pomodori perini maturi    Io visto la stagione pomodori pelati o tritati
-Trito di 1 cipolla
-Prezzemolo

In una padella si mette ad appassire la cipolla tritata e per evitare che si bruci si aggiunge 1 romaiolo di fumetto. Quando la cipolla e' cotta si aggiunge il polpo precedentemente bollito una parte tagliato a tocchetti e una parte tritata fine.
Si aggiunge poi un altro romaiolo di fumetto e i pomodori a tocchetti piccoli e si abbassa il fuoco.
Si lascia cuocere per 20 minuti e si spegne.


Il piatto finale avrà una fondo con il sughetto di polpo con sopra i ravioli di patate.
Il tutto cosparso con paprica dolce e del prezzemolo tritato.





domenica 25 ottobre 2015

Pollo disossato,ripieno effettuato, commensale ben sfamato!



Pollo ripieno di salsiccia, lomo adobado, paleta iberica cocida, noci, pistacchi, chicchi di uva con gravy al Verdejo de Rueda e ricordo di pure' alla paprica.
Disossare un pollo??? Ma cosa si inventano le ragazze dell'mtc???E la Patrizia  la nostra vincitrice, dopo la prima vittoria con i pici che piacquero a tutti immensamente(li trovate qui) tanto da aver coniato il verbo piciare.... ;-) ora cosa ha inventato quella di farci disossare un pollo...roba da pazzi. 

Diciamolo pure nn c'è mai da rilassarsi un mese?!!Ma il bello è proprio questo perché  nn si finisce mai di imparare...

E allora disossiamo anche il pollo e facciamolo vedere che siamo brave da fare invidia ai grandi chef....è nn so se tutti proprio tutti un pollo lo avranno mai disossato.....così bene come noi!!
Io mi sono divertita e soprattutto ci sono riuscita alla prima anche se c'ho messo un'ora abbondante per disossare il  pollastro per poi aggiungere quasi un'ora per preparare il ripieno, farcire e cucire. Tutto questo grazie alle spiegazione attenta e precisa di Patrizia senza la quale avrei annaspato nel buio.Insomma sono molto soddisfatta per tutto il procedimento è né viene fuori un piatto buonissimo da leccarsi i baffi!!!

Una cosa però nn mi è riuscito lo confesso, il purè che ho fatto altre volte.... questa mi è venuto uno spatascione tremendo ....ho cercato di rimediare ma niente da fare.
Ma bando alle ciance partiamo con la ricetta e soprattutto con l'operazione del disosso!!!

Come ti disosso un pollo senza rimetterci un dito
1 pollo da circa 1,5kg proveniente da una allegra vita all'aperto.
Io ho usato 1 coltello santoku  che nn ci incastrava molto ma l'affilatura ottima mi ha aiutato a fare un buon lavoro.
Le dritte che qui riporto sono della Patty che ha preso come riferimento la tecnica nientepopodimeno che del Cordon Bleu di Parigi:

"Prendete il vostro busto di pollo eviscerato, pulito e fiammato per eliminare eventuali residui di piume. Rinfreschiamo subito un po' di anatomia andando a lussare entrambe le cosce. Con il busto del pollo dritto di fronte a voi, dovrete infilare il pollice della mano sinistra (se non siete mancini) nella cavità intestinale fino a toccare l'articolazione dell'anca. Con l'altra mano tirate indietro la coscia rompendo l'articolazione. Il femore deve uscire dalla cavità dell'anca. Fate la stessa cosa con l'altra coscia. 

Dovete togliere la forcella dello sterno. E' una delle operazioni più delicate: ruotate il pollo sempre in posizione supina, con il petto verso di voi. Spingete indietro delicatamente la pelle della cavità del collo. Toccate la polpa del petto intorno alla cavità e potrete percepire la forcella. Incidetela con la punta del coltello.
Con il coltello raschiate la carne intorno alla forcella in modo da farla apparire, quindi con delicatezza recidetela al vertice con il trinciapollo, facendo attenzione a non bucare la pelle. 
La forcella è libera anche se l'osso lungo è ancora all'interno e verrà eliminato successivamente.

Adesso ruotate nuovamente il pollo e mettetelo con il petto a contatto con il tagliere. Tenetelo   schiacciato con una mano ed incidete nel centro della spina dorsale scendendo dal collo alla coda. Qui troverete resistenza all'inizio ma poi proseguendo sarà molto più agile. Aprite quindi il pollo a libro. Via via che procedete nel lavoro, asciugatevi bene le mani cercando di averle sempre prive di grasso che inevitabilmente potrebbe rilasciare il volatile. Il coltello deve essere sempre ben fermo nella vostra mano. 
Procedendo dall'alto verso il basso e dalla colonna verso l'interno, fate scorrere la lama del coltello appoggiandola alla cassa toracica ed incidendo in profondità, cercando i raschiare bene la polpa dalle costole. Procedete con calma da una parte e poi dall'altra. 
A questo punto avrete quasi terminato la parte più difficile. La gabbia toracica sarà quasi completamente staccata dal petto. Resterà lo sterno che potrete sollevare e staccare dal basso verso l'alto. Una volta inciso nella lunghezza, si staccherà completamente il resto dell'ossatura. Toccate il bordo del petto all'altezza del collo ed eliminate la parte lunga della forcella sempre incidendo con la punta del coltello. Tenete la carcassa da parte. 


Adesso grattate via la polpa dalle ossa delle anche e staccate l'osso dalla giuntura della coscia con il trinciapollo. L'osso lungo della coscia sarà invece lasciato al suo posto per mantenere una bella forma finale. 
Tagliate con il trinciapollo le ali all'altezza dell'articolazione. Quindi rimuovete il resto dell'ala in corrispondenza delle giunture. Spingete con il dito la pelle dell'ala all'interno della cavità che si sarà formata dopo l'eliminazione dell'osso.  

Il vostro pollo è disossato. Palpate con le mani la carne di tutta la superficie per sentire se qualche piccola scheggia di osso sia rimasta ed eventualmente eliminatela. Procedete a stendere il ripieno con cura."

Ripieno del  mio pollo:
-250g di lomo adobado (qui è il filetto di maiale speziato con paprica dolce) tritato
-150g di salsiccia fresca
-100g di carne manzo tritato 
-100g di paletta iberica cocida tritata (è la zampa anteriore del maiale cotta )
-Paprica dolce "Pimenton de la Vera" 
-circa 15 pistacchi sgusciati
-circa 5 chicchi di uva bianca
-circa 10 noci sgusciate e spezzettate
-1 fetta spessa di formaggio  bleubasque tagliato a tocchetti 
-1 carota tagliata a rondelle
-1 porro tagliato a rondelle
-Olio evo
-sale e pepe 
-1 bicchierino di vino bianco Verdejo de Rueda

Dopo aver tritato il tutto si mescola bene in una ciotola le carni e si condisce con sale e pepe.
Si dispone il ripieno sul pollo e alla fine si mettono i chicchi di uva e il formaggio pressandoli un po'.


"Sollevate i lati del volatile per richiuderlo, fate coinciderei lembi di pelle con grazia e procedete alla cucitura. Cominciate dal collo e scendete cucendo senza tirare troppo la pelle perché con la cottura, tenderà a gonfiarsi e ritirarsi con il rischio di spaccarsi e rovinare tutto il vostro paziente lavoro. Potete usare filo da cucina o filo di seta a vostro piacere. Io Filo da cucina !!!
Una volta cucito il vostro pollo Legate le cosce per mantenere la forma in cottura.


Inumidite un largo foglio di carta da forno ed avvolgetevi stretto il pollo chiudendolo come un caramellone. 
Avvolgete il caramellone in un lungo foglio di alluminio e legatelo con dello spago per dare definitivamente una forma cilindrica al vostro pollo. Adesso potete mettere in frigo per 2/3 ore o se preferite, per tutta la notte fino al momento di cuocerlo. Per la cottura bollita (ad esempio per la galantina), potrete lasciare il vostro pollo direttamente avvolto come indicato."

Per la cottura al forno, eliminate la carta, condite l'esterno del pollo massaggiandolo con sale e pepe quindi strofinatelo con piccoli fiocchi di burro che serviranno a mantenere morbida la pelle durante la cottura. 
Dopo aver fatto riposare il pollo in forma all'interno della carta da forno e alluminio, procedete la cottura.
Accendete il forno a 180°.
In una larga pirofila versate 4 cucchiai di olio extravergine.
Affettate sottilmente il porro. Aggiungete la carota a fettine e le erbe aromatiche.
Sistemate il pollo sul fondo preparato dopo averlo condito con sale e pepe e cosparso con il burro.
Infornatelo.
Dopo 15 minuti, aprite e bagnate il pollo con il Vino bianco e proseguite la cottura.
Ogni 10 minuti, bagnate il pollo su tutta la superficie con i suoi succhi per mantenere morbida la pelle e non farla seccare.

Proseguite la cottura per circa 2 ore nel mio caso.
Dovrete calcolare, dice Patty,  1h di cottura per ogni chilo di pollo ripieno. Se per esempio con il ripieno otterrete un pollo di 1,200 kg, dovrete cuocere per c.ca 1h20 minuti.

NON usate il forno ventilato perché seccherà la pelle del vostro pollo rompendola.
Girate il pollo un paio di volte durante la cottura aiutandovi con cucchiai o palette di legno per non bucare la pelle.
Quando siete in fondo alla cottura, verificate il colore dei succhi che escono dalle suture.
Se schiacciando leggermente con un cucchiaio di legno vedrete uscire del liquido trasparente, il pollo sarà cotto. Proseguite se vedete che i succhi sono ancora rosati.
Quando il pollo sarà pronto, toglietelo dalla pirofila e tenetelo in caldo per preparare il gravy.

Preparate il gravy al Verdejo de rueda 

-800 ml di brodo di pollo (da preparare con la carcassa di pollo)
-100 ml di Vino Verdejo de Rueda (lo stesso che utilizzerete per la cottura del pollo)
-2 cucchiai rasi di farina 00
-Sale  e pepe macinato al momento.


Secondo le indicazioni di Patrizia:
Quando il pollo sarà cotto, dovrete avere già il vostro brodo di pollo pronto e caldissimo.
Io ho utilizzato la carcassa della cassa toracica, e le ali con l'aggiunta di 1 carota e 1 porro e 1 foglia di alloro 
Dovrete avere a disposizione 800 ml di buon brodo caldo e separato dal grasso rilasciato dalla pelle.
Dalla teglia in cui avete cotto il pollo, scolate i liquidi filtrandoli dalle parti solide (carote, cipolle, aromi), che terrete da parte (potete frullarle con un po' di brodo caldo e fare una seconda salsina di servizio).
Mettete da parte i succhi filtrati in una ciotola.
Mettete la teglia su due fornelli.
Versateci il vino bianco e portate a ebollizione mescolando con un cucchiaio di legno per staccare dal fondo eventuali rosolature. Togliete dal fuoco.
In una casseruola dal fondo spesso, scaldate a fuoco medio basso, 3 cucchiai dei succhi tenuti da parte.
Aggiungete la farina facendola cadere a pioggia da un setaccio e mescolate con una frusta cuocendo fino a che il composto è fragrante e ben dorato, per circa 9 minuti.
Unite piano il brodo caldo mescolando bene e portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma.
Quando comincia a sobbollire, incorporate il liquido di deglassatura tenuto da parte.
Salate e pepate quindi lasciate sobbollire mescolando ogni tanto fino a che si è addensato (c.ca 20 minuti).
Passate al colino fine in una pentola per eliminare eventuali grumi.
Assaggiate e aggiustate di sale e pepe se necessario.
Servite caldo sul vostro pollo che nel mio caso era a temperatura ambiente e ci stava benissimo!

Per il contorno di purè di patate alla paprica dolce

-700g di patate
-100g di parmigiano
-50g di burro
-100ml di latte intero 
-Sale e pepe 
-paprica dolce

Cuocere a vapore le patate e poi ancora calde con l'aiuto dello schiacciapatate metterle in un tegame e unirci il latte caldo il burro  e il parmigiano.Mescolate continuamente e se necessario usate il setaccio per rendere il tutto più omogeneo,poi regolate di sale e pepe.E per completare una spolverata di paprica. Deve venire un bel composto denso nn come a me che per errore c'ho schiaffato 400ml di latte.... E mi è venuta una sbobbona liquida :-(


Con questa ricetta partecipo all'mtc di ottobre








venerdì 25 settembre 2015

E croissant sia!



Quanto tempo caro blog che nn faccio capolino..... ma ci risono anche se molto stanca e con tante cose che sono cambiate inaspettatamente purtroppo ma voglio riprendere...
Il giubileo dell'mtc mi invoglia a recuperare le energie e mettere le mani di nuovo in cucina e sul blog dopo un periodo di assenza. Mi sto sforzando parecchio per esserci e per ripartire alla grande con le sfide dell'MTC. 
E questo mese si parte alla grande con i croissants proposti da Rise of sourdough preacher 
Devo dire che io avevo fatto i croissant circa due anni fa e l'esperienza era stata molto burrosa e basta......non c'era quella leggerezza che si trova invece nei croissant del bar!!
Bene con questa ricetta ho provato 2 volte: la prima mi erano usciti fuori dei panetti pesanti e poco lievitati galleggianti nel burro stranamente sciolto e  misti a un senso di  rabbia  e delusione.
Ma la seconda volta  perché nn volevo mollare la sfida e....per magia forse perché ho seguito alla lettera ogni passaggio e i tempi al secondo, è stato un successo vero e proprio.....

Per 6 croissants al farro

140g farina  Manitoba 
60g di farina di farro 
110 ml latte
20 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
15 g zucchero
1 cucchiaino lievito di birra istantaneo mastro fornaio 
4g sale
1 cucchiaino aceto di vino bianco

100 g burro Lurpark per sfogliatura

Qui di seguito le indicazioni di Luisa Jane Rusconi.

In una ciotola sciogliete lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto.
A parte setacciate la farina con il lievito di birra istantaneo.
Unite il burro, gli ingredienti liquidi a quelli secchi fino ad ottenere un impasto grezzo.
Non lavorare troppo l’impasto, in modo da evitare di sviluppare la maglia glutinica. 
Formate un quadrato e avvolgetelo in pellicola alimentare. Fate riposare il panetto in frigo per 6 ore e se notate che l’impasto lievita dopo un paio d’ore sgonfiate l’impasto.
Poco prima di tirare fuori l’impasto preparate il panetto di burro schiacciandolo tra due fogli di carta da forno. Rimettete il panetto di burro nel frigo mentre stendete l’impasto.
Stendete l’impasto a circa 6 mm di spessore facendo in modo che sia largo poco più del panetto di butto e alto due volte l’altezza dello stesso.
Mettete il burro su una metà e richiudetevi l’altro lembo sopra e procedete con la piega a tre.

Avvolgete l’impasto in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora.
Stendete il rettangolo, avendo cura che la piega sia alla vostra destra, tirandolo ad una lunghezza corrispondente a tre volte il lato corto e fate una piega a tre.
Avvolgete in pellicola alimentare e fate riposare in frigorifero circa mezz’ora. Ripetete la piega a tre e il riposo in frigo. Se fa eccessivamente caldo fate riposare 15′ in frigo e 15′ in freezer.

Fuori dal frigo dividete l’impasto in due e stendete le due porzioni ad una dimensione di 26 x 34 cm e uno spessore di circa 3-4 mm ciascuna. Il piano di lavoro deve essere infarinato a sufficienza, ma non esagerate!
Sbattete l’impasto sul piano di lavoro due volte, per favorire sfogliatura, dopodiché tagliate dei triangoli dalla base di 11 cm circa (io uso un coltello molto grande e affilato tipo da macellaio).
Fate riposare i triangoli per 20′ in frigo prima della formatura.

Fuori dal frigo stirate leggermente la punta dei triangoli, praticate una piccola incisione in mezzo alla loro base e arrotolate con delicatezza i lembi senza premere né stringere troppo l’impasto.


Se fate i croissant la sera per il mattino metteteli in frigo per tutta la notte.
La mattina tirate i croissants fuori dal frigorifero almeno due ore prima della cottura, spennellateli con dell’uovo sbattuto e passato attraverso un colino a maglia fitta muovendo il pennello dal centro del croissant verso l’esterno per evitare che l’uovo faccia attaccare gli strati della sfoglia e copriteli con pellicola alimentare.
I croissant vanno lasciati lievitare a temperatura ambiente almeno due ore (con il caldo agostano, probabilmente in settembre saranno necessaire tre ore) e sono pronti quando tremano un po’ come un budino quando la teglia viene leggermente scossa (non esagerate, dopotutto non vorrete mica compromettere la lievitazione!).
Se volete cuocerli il giorno stesso disponete i croissant su una teglia da forno coperta con carta oleata, spennellateli l’uovo sbattuto, coprite con pellicola alimentare e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 2-3 ore.


Prima di cuocere i croissant spennellateli nuovamente con l’uovo sbattuto.
Preriscaldate il forno a 220° C per 5′, cuocete per circa 10′ dopodiché abbassate la temperatura a 200°C e cuocete ulteriori 10′ o finché ben dorati.
 

mercoledì 20 maggio 2015

Pennette italo spagnole


Eccomi a partecipare anche questo mese all'MTC si perché alla fine diventa una droga confessiamolo pure ragazze.....e l'idea che ha avuto Paola la vincitrice  mi sembra geniale con uno dei primi piatti più buono per me in assoluto.....la pasta col pomodoro!
Attenzione quello che fa la differenza sono gli ingredienti che devono essere di primissima qualità, soprattutto i pomodori, per questo io ho scelto materia prima locale, escluso l'origano che viene da Lipari. Ed diamo il via al valzer dei sapori e dei profumi:
Pennette italo spagnole

Ingredienti per 2 persone 
200g di penne piccole rigate De Cecco
150/200g di pomodori ciliegina bio di Almeria
100g di formaggio fresco di capra 
1 spicchio di aglio
Olive nere di Aragona 2 cucchiai 
Origano secco
Olio extra vergine di oliva
Sale
Innanzitutto si mette sul fuoco l'acqua e quando bolle si aggiunge il sale e si butta la pasta.nel mentre si fanno saltare in un wok con un paio di cucchiai di olio evo per 5 minuti i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà, si sala e si aggiunge a fuoco spento il formaggio che disfa con un mestolo di legno e le olive.
E il sughetto è pronto! Quando la pasta è cotta si scola e si aggiunge al sugo si cosparge di origano e il piatto è servito!!! 


martedì 19 maggio 2015

Ciao Matisse


Ciao Matisse 
purtroppo te ne sei andato mercoledì notte e non puoi immaginare quanto ci manchi.....troppo veramente tanto. 
Si perché abbiamo passato insieme 14 anni e chi non ha avuto in casa un animale non lo può capire perché si perde un componente della famiglia a tutti gli effetti una presenza costante e quotidiana!! Una esperienza indimenticabile nella vita...
Mi ricordo che dal primo giorno che hai messo le tue zampette rosse a casa tutto è cambiato!! Eri un gatto molto particolare e originale io direi con una intelligenza al di sopra della media ...
Una mattina quando ancora non avevo capito il tuo caratterino pepato mi svegliasti portandomi sotto il il letto la tua ciotola "vuota" in bocca... per farmi capire che mi dovevo alzare perché volevi mangiare...
Non amavi la solitudine anzi volevi sempre stare in compagnia ma di chi volevi te e ahimè avevi le tue antipatie e le facevi notare.... Quando prendemmo Minou per farti compagnia fu amore a prima vista ma comunque tu in più volevi anche noi indiscutibilmente i tuoi genitori adottivi...
Eri troppo simpatico un vero gatto "rosso malpelo" come ti aveva soprannominato il nostro veterinario da una vita Franco...che era l'unico che ti sapeva veramente maneggiare, si perché eri il terrore dei veterinari

La prima volta che ti portai a fare il vaccino scoprimmo la tua idiosincrasia per i veterinari infatti la sfortunata dottoressa di turno (appunto perché non c'era Franco ) che incominciando ad avvicinarsi a te elogiava la tua bellezza, perché eri bello ma bello davvero, ebbe la malagurata idea di  allungare la mano ingenuamente per farti una carezza e tu con una rapidità incredibile  e ferma decisione le sferzasti uno dei tuoi famosi colpi un  graffio sottile e profondo ....e poi scappasti furtivo sotto un mobiletto a nasconderti iniziando a ringhiare come una vera  fiera..... 
I momenti successivi furono da barzelletta perché le povere veterinarie si mascherarono dietro guanti da falconiere e occhialoni  antigraffio per tentare di recuperarti e tu....facesti volare anche i guantoni...se rivedo quella scena adesso mi viene da ridere  a crepapelle ......e poi come andò a finire...fui io che ti recuperai prendendoti per la collottola e ti rimisi nella gabbietta!!!e da allora solo io ti potevo avvicinare per farti una puntura.

Eri spavaldo e arrogantello con uno sguardo fiero,un fisico imponente quasi 9 kg e molto sicuro di te ma sapevi trasformarti in un supercoccolone quando venivi a cercare le nostre carezze e ti scioglievi tra i nostri abbracci!! 

Questo blog nasce grazie a te e continuerà con questo nome perché tu sarai sempre tra noi piccolo grande peloso. 
So che adesso stai bene Matisse e anche se materialmente non ti vedrò più sono convinta che tu sei rimasto insieme a noi....