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giovedì 8 novembre 2012

Ribollita senza il cavolo.....

Insomma qui a Bilbao, per essere piu' precisa ad Algorta dove viviamo, in questi giorni il freddo si sta facendo sentire abbastanza, anche perché siamo praticamente sul mare dove il clima e' più mite e invece in particolare oggi ho visto molti  passanti sfoggiare cappotti e giacconi belli pesanti e camminare alla ricerca dei marciapiedi più soleggiati per riscaldarsi un po'.

Non poteva non venirci anzi non venirgli (perché questa volta a cucinare e' stato il marito) la voglia di fare un bella minestra di pane, tipica della nostra terra, la Toscana. Questa vi propongo e' un po' diversa dalla tradizionale, perche e' stato usato prima di tutto  quello che c'era in frigo..... e secondo devo confessarvi che il cavolo nero, ingrediente principe della ribollita e della tavola contadina, da queste parti manca e forse noi toscani siamo tra i pochi fortunati ad averlo assaporato......

Ingredienti

-1 porro
-2/3 carote
-1 gambo di sedano
-500 gr di fagioli cannellini lessi
-250 gr bietole
-6 fette di pane casalingo tostato in forno
-sale e pepe
-olio evo

In una casseruola si mette ad appassire il porro tagliato a rondelle sottili, poi si aggiunge le carote anch'esse tagliate sottili sottili , i fagioli con la loro acqua e le foglie di bietola tagliate fini, si aggiusta di sale; si copre con acqua e si lascia cuocere a fuoco medio per circa 40/45 minuti.
A questo punto si aggiungono le fette di pane (che dovrebbe essere toscano, non salato!) tostate in forno e strusciate con l'aglio. Si lasciano riposare al fine di farle ammorbidire e insaporire. Dopo almeno un'oretta si gira vigorosamente con un mestolo in modo che il pane si frantumi, la verdura si spezzetti e che il tutto si amalgami.
Si riscalda 5 minuti e poi si serve con olio evo fresco, la sua "morte" e' con l'olio nuovo di frantoio e per finire una spruzzata di pepe!









venerdì 2 novembre 2012

Ricetta n. 89 - Gnocchi di patate.


Avevo voglia di rendere omaggio al mitico Pellegrino Artusi, uomo di cultura, non solo culinaria, che con il suo manuale "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiare bene", pubblicato nel lontano 1891, ebbe un successo incredibile, infatti  seguirono ben 15 edizioni.
Il manuale presentava 790 ricette e non solo, tanti consigli di igiene alimentare e norme per la buona digestione. Inoltre consigliava l'esercizio fisico per mantenersi in forma sia per giovani che per anziani, insomma a Pellegrino non gli sfuggiva proprio niente.
E' stato a sua insaputa il maestro e l'ispiratore di tanti chef ed esperti di cucina dei giorni nostri, che vorrebbero essere ricordati ai posteri con un tale libro, ma che con molta difficolta' ci riusciranno.....


Inoltre ho scoperto "in rete" che Pellegrino, nato a Forlimpopoli, si era trasferito successivamente a Firenze, in Piazza d'Azeglio, e io neanche lo sapevo....

Adesso quando ritorno a Firenze, per Natale, voglio andare a girellare in Piazza d'Azeglio per vedere se c'e' qualche lapide a giro in suo ricordo.


Gli gnocchi di patate sono una ricetta che faccio da vari anni senza nessuna variazione e che mi ha sempre dato risultati eccellenti!


Ingredienti 

per 2/3 persone 

-patate grosse e gialle gr 400
-farina di grano gr 150
-sale mezzo cucchiaino
-noce moscata 

Le patate lessate, si passo nello schiacciapatate ancora con la buccia (ho scoperto che lo schacciapatate la trattiene!) poi si aggiunge la farina, il sale e la noce moscata, si mescola il tutto fino ad avere un impasto omogeneo. A questo punto divido l' impasto in tante parti uguali, ciascuna delle quali lavoro con le il palmo delle mani fino a formare cilindri che poi taglio a tocchetti lunghi circa 2 cm.

Ogni tocchetto poi viene passato con l'aiuto del pollice su una forchetta infarinata per dargli la forma tipica dello gnocco!





A questo punto dopo averli spolverizzati di farina, per evitare che si attacchino, si buttano in acqua bollente gia' salata e si tolgono appena tornano a galla.

Io, normalmente li condisco con la pomarola e tanto parmigiano!




E adesso saluto l'Artusi con un suo consiglio per non far sparire gli gnocchi nell'acqua ;-)

"Vi noto la proporzione della farina per intriderli, onde non avesse ad accadervi come ad una signora che, me presente, appena affondato il mestolo per muoverli nella pentola non trovo' piu' nulla; gli gnocchi erano spariti. - O dov'erano andati? - mi domando' con premurosa curiosita' un'altra signora, a cui per ridere raccontai il fatto, credendo forse che il folletto li avesse portati via.
- Non inarchi le ciglia, signora - risposi io - che' lo strano fenomeno e' naturale: quegli gnocchi erano stati intrisi con poca farina e appena furono nell'acqua bollente si liquefecero." 


Version en español

Ingredientes para 2/3 personas
- 400g de patatas viejas
-150 g harina de trigo
-media cucharadita de sal
-nuez moscada
-salsa de tomate
Hay que poner las patatas a cocer para media hora en agua hirviendo. Enseguida pasarlas por el machacador, que se guarda la piel y deja pasar las patatas machacadas. Recogerlas en un bol donde vamos a poner también la sal, la nuez moscada y la harina. Mezclamos todo muy rápidamente hasta obtener una masa que sigue siendo caliente. pero no importa! El importante no añadir harina!!
Partimos esta masa en 4 partes que enrollamos( con la ayuda de  un poco de harina!) con el palmo de la mano hasta tener cilindros de 1,5/2 cm de diámetro. Cortamos en trocitos de 2 cm y ja esta  el gnocco hecho. Si queremos podemos pasar cada gnocco por encima de un tenedor para darle el toque mas clásico!
Vertemos en agua salada hirviendo y cuando los gnocchi subirán estarán listos. Escurrir y condimentar con una buena salsa de tomate casera!   











domenica 14 ottobre 2012

¡Incomincia l'avventura!



Ebbene si anche io vorrei entrare a far parte  del mondo dei “blogger”, e devo confessarvi che e’ da un po’ di tempo che ci penso ma vuoi per pigrizia, vuoi per paura di fare una “figuruccia” ho sempre rimandato, ma adesso ho deciso di buttarmi in questa avventura costi quel che costi! 

Innanzitutto mi presento sono Ilaria, nata e vissuta per 40 anni a Firenze, e da un paio di anni trasferita  insieme a mio marito, Michele nei Paesi Baschi, a Bilbao, dove la buona cucina non manca anzi fa da padrona, per citare alcuni “must” per esempio in primis, i famosi pintxos e la tortilla, il bacalao al pil-pil, il marmitako e il pastel basco che non mancano mai a tavola di un basco! 
Il vivere qui mi sta facendo scoprire tanti aspetti  diversi di questa regione, tra cui, chiaramente, la cucina  e visto che mi piace il buon mangiare in queste pagine troverete una serie di piatti presi dalla cucina basca, spagnola, italiana, francese e che spero possano piacere anche a voi! 
Un grazie mille alla mia amica Gaia, e al suo blog La Gaia celiaca che mi ha dato lo sprint e la voglia per iniziare questa nuova avventura... ;-)

PESCADO AL HORNO......alla Ferran Adrià

Ingredienti

-un bel pesce eviscerato e pulito 
-2/3 patate tagliate a fettine sottili
-8 spicchi di aglio in camicia
-1 cipolla dolce a fettine
-2 pomodori perini o da sugo tagliati a fettine
-fettine di limone 
-lemon grass
-sale e pepe
-olio evo

Questa ricetta l'ho presa  dalla COMIDA DE LA FAMILIA  di FERRAN ADRIÀ un libro con i piatti di tutti i giorni della "famiglia" del EL  BULLI che per me e' stato una vera sorpresa visto che proviene dal ristorante considerato il piu' famoso del mondo. Le ricette sono semplici e sintetiche accompagnate da foto esaurienti!



 Intanto devo dire che  nei Paesi Baschi c’e’ una grande varieta’ di pesce da scegliere come la dorada, la lubina (spigola), il bacalao, la merluza (il nasello), che qui hanno dimensioni enormi rispetto a quelli del Mediterraneo, i naselli per esempio raggiungono anche il peso di 1,5/2 Kg. 
Questa volta ho scelto la “cabra” che appartiene alla famiglia degli scorfani, con pelle rosata e dal gusto saporito.
Prima di tutto si dispongono sulla leccarda, rivestita con carta da forno, le fettine di patate alternate con il pomodoro sempre a fettine e cosparse con gli agli e la cipolla, in modo da fare un paio di strati, il tutto con aggiunta di sale, pepe e olio. Si ricopre con carta di alluminio e si mette in forno a 180 ºC per circa mezz’ora.
Durante la cottura delle patate si prepara il pesce intero, a cui vengono fatte delle incisioni sulla pelle dove si inserisce  fettine di limone (biologico). Il tutto viene salpimentato e cosparso di olio e alcune scorzette di lemon grass. 
Allo scadere dei 30 minuti togliamo la carta di alluminio dalle patate  e si pone il pesce sopra per poi fare proseguire  la cottura insieme.

Si mette in forno per altri circa 30/40 minuti a 200 ºC.

E buon appetito!