sabato 20 settembre 2014

Chirashi sushi che delizia!


Non avevo scuse assolutamente......... visto che era da tanto che volevo cimentarmi con la cucina giapponese che io amo tantissimo mi sembrava giusto per la sfida di questo mese dell'MTC lanciataci da Annalena del blog Acquaviva Scorre, buttarmi sul sushi e l'ho fatto e mi/ci e' piaciuto tantissimo!!!
Naturalmente questo sushi non e' quello che si mangia al ristorante ma e' il sushi tipico delle cucine casalinghe, che ho anche ritrovato nel libro che la mia cara amica Minako mi aveva regalato Japanese homestyle cooking di Tokiko Suzuki. La prima volta che ho aperto il libro ho pensato che non saei mai stata in grado di fare manco una ricetta invece ho ritrovato il chirashi zushi e allora mi sono detta questo e' un segno del destino.....
Mi sono messa all'opera eseguendo le indicazioni di Annalena devo dire che tutto e' filato liscio senza intoppi. Chiaramente ho rifatto essendo la prima volta. la ricetta di Annalena con il chicharro che corrisponde al sugarello e che secondo me e' molto simile allo sgombro trattandosi di pesce azzurro. Non ho trovato l'alga nori quindi ahime' l'ho omessa.......
Sushi in ciotola con tre colori autunnali
Ingredienti per 4/6 persone:
  • 450 g di riso Okomesan (o Originario o altro riso tondo) io riso Beta sushi di marca tedesca
  • 8 cucchiai di aceto di riso (o aceto di mele leggero) io aceto di mele
  • 1 quadrato di alga kombu da 5 cm (facoltativo)
  • 15 g di zenzero fresco (o mezzo cucchiaio di scorza di limone grattugiata) io scorza limone
  • 1 cipollino sottile
  • 2 cucchiai di semi di sesamo
  • 1 cucchiaio abbondante di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • per il decoro:
  • 3 doppi filetti di sgombro freschissimi, in tutto circa 250 g              io sugarello 
  • 260 g di piccoli funghi freschi (o 20 g di shijtake o porcini secchi) io shijtake
  • 2 carote, in tutto circa 150 g
  • 1 piccolo spicchio di aglio
  • 1/2 foglio di alga nori
  • 1 cucchiaio di olio di arachidi
  • brodo dashi (o brodo di pollo leggero)                   io brodo di pollo leggero
  • sakè (oppure vermuth dry)                                       io vermuth dry
  • mirin (oppure vino dolce liquoroso)                        io vin santo
  • zucchero
  • salsa di soia leggera
  • sichimi togarashi (mix di aromi giapponese a base di peperoncino)
  • sale
Qui di seguito le dritte di Annalena!
Procedimento  cottura riso per assorbimento:
Versare il riso in una ciotola capace, coprire con circa il doppio di acqua fredda e “sprimacciarlo” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.

Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire  con abbondante acqua, che dovrebbe a questo punto rimanere limpida, e lasciar riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti: il riso tondo, tipo quello giapponese autentico o tipo l’Originario o il Balilla (con cui si può sostituire per piatti giapponesi; diffidare del “riso per sushi” dei negozietti cinesi, meglio un riso italiano di buona qualità) richiede una mezz’ora di ammollo d’estate o se è stato conservato e in ambienti umidi, anche un’oretta in inverno, se viene da una dispensa molto arieggiata e secca, se è stagionato a lungo e se è di qualità eccelsa.
Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso (oppure in un tegame di terracotta smaltata giapponese) proporzionata alla quantità di riso. Unire l'alga kombu precentemente sciacquata e coprire con liquido a temperatura ambiente in pari volume o poco più (1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio) che superi il riso di circa 2 cm. 

Mettere la pentola sul fuoco e portare a leggero bollore.

Quando l’acqua bolle coprire la pentola con un coperchio pesante, meglio se avvolto in un panno in modo che il tegame sia quasi sigillato ed il telo assorba le gocce di vapore ed eviti che ricadano sul riso dal coperchio), abbassare la fiamma e lasciar cuocere senza mai aprire per 10 minuti. Se si usa riso integrale va cotto 25/30 minuti. 
Spegnere e, sempre senza aprire, lasciar riposare per altri 10 minuti. Quando si scoperchia il riso deve risultare morbido e lucido: nel caso di riso giapponese e affini forma grandi fiocchi e va raccolto delicatamente con le bacchette o da sotto con una spatola di legno bagnata perché non diventi colloso, nel caso di riso indiano e simili si sgrana con una forchetta. 


Scaldare in un pentolino l’aceto con lo zucchero e il sale e, quanto è tutto ben sciolto, spegnere e lasciar raffreddare.
Appena il riso è cotto trasferirlo su un piano di legno o in un’ampia ciotola dal fondo piatto, versarvi sopra l’aceto freddo e con un cucchiaio di legno a spatola bagnato mescolare il riso dal basso verso l’alto e dai lati verso il centro con grande delicatezza, fino a che il riso si è quasi totalmente raffreddato, si è profumato in modo uniforme ed i chicchi sono lucidi.
Aiuta a raffreddare eseguire l'operazione all'aperto oppure puntare sul riso l’aria fredda di un phon. Tenere il riso coperto con un panno umido perché il su-meshi(riso condito) non si asciughi.
Per i funghi brasati dake no umani: se si usano funghi freschi pulirli bene e tagliarli a fettine. Scaldare l’aglio appena schiacciato nell’olio, unire i funghi e saltare qualche minuto, per permettere ai funghi di rilasciare la loro acqua e poi di farla evaporare. 
Unire 1/2 cucchiaio di sakè, 1/2 cucchiaio di mirin, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di brodo dashi e un pizzichino di zucchero; saltare fino a che i funghi sono asciutti e glassati, regolare se serve di sale, spegnere e lasciar raffreddare.
Per le carote alla soia kimpira: tagliare le carote a fiammifero, metterle a bagno in acqua fredda salata per 10 minuti, scolarle ed asciugarle.
Saltarle a fuoco medio con 1 cucchiaino di olio e 1 cucchiaino di zucchero; quando cominciano ad ammorbidirsi unire 1 cucchiaio di salsa di soia e stufare qualche minuto a fuoco basso fino a che si sono asciugate. Versare in una ciotola e lasciar raffreddare.


Per lo sgombro al sale saba shioyaki: pulire bene i filetti di pesce, dividere i due filetti di ogni pesce rifinendoli con un coltello affilato e levare tutte le spine con una pinzetta. 
Tagliare poi ogni filetto in tre pezzi grossomodo quadrati, ottenendone in tutto 18, e massaggiarli delicatamente con il sale sia dal lato della pelle che da quello della polpa.
passare una padella antiaderente con un tampone di carta unto di olio, scaldarla bene e disporvi il pesce dalla parte della pelle, cuocendo a fuoco medio per circa 1 minuto e mezzo. 
Voltare i filetti (partendo da quelli più affusolati, che cuociono più velocemente) e cuocere un altro minuto circa, badando che la polpa sia tutta schiarita ma ancora molto morbida. Lasciar intiepidire su un piatto.
Tagliare il cipollino a rondelle molto sottili, compresa la parte verde, e metterlo a bagno in acqua fredda per 15/20 minuti, quindi scolare bene. Tostare al volo sulla fiamma l’alga nori dal lato lucido e tagliarla a julienne sottilissima con le forbici; ridurre a piccoli bastoncini lo zenzero.
Mescolare al riso i semi di sesamo, lo zenzero la scorza del limone bio ed il cipollino scolato e dividerlo nelle ciotole individuali.
Disporvi sopra lo sgombro, i funghi e le carote in modo ordinato e gradevole, decorare con una spolverata di  di alghe nori e servire con a fianco la salsa di soia ed il sichimi togarashi.
Il piatto è già ricco così ma ogni commensale potrà insaporire ulteriormente il riso con salsa di soia e peperoncino, mescolando a fondo tutti gli ingredienti o piluccando a piacere decori e riso nell'ordine e negli abbinamenti che preferisce.

Version en español
Hacía mucho que quería probar una receta japonesa y justo ahora gracias al Contest de Acquaviva scorre, he aprovechado de las recetas que ella nos ofrece sobre el asunto del arroz. Yo elegí el sushi pero no el clásico que comemos en todos los restaurantes japoneses sino un tipo de sushi procedente de los propios hogares japoneses que no se encuentra fuera. Me ha parecido un plato riquísimo, no difícil lo único hay que seguir todos los pasos con mucho cuidado y nada mas!
Fukiyose Chirashi Sushi con  tres sabores de otoño  
Ingredientes per 4/6 personas:
para el arroz:
450g de arroz japonés (o arroz redondo de buena calidad) yo arroz Beta sushi
8cucharadas de vinagre de arroz (o vinagre de manzana)yo vinagre de manzana
1cuadrado de alga kombu de 5 cm (opcional)
15 g di jengibre fresco (o medio cucharada de cascara de limón rallado)
1 cebolla fresca pequeña
2 cucharadas de semillas de sésamo
1 cucharada de azúcar 
1 cucharadita de sal
para decorar:
250g de filetes de chicharro
260g de hongos shitake frescos
2 zanahorias 
1 diente de ajo
1/2 hoja de alga nori
1cucharada de aceite de maíz
caldo dashi (o caldo de pollo) yo caldo de pollo
sakè (o vermut seco)      yo vermut seco
mirin (o vino dulce licoroso) yo vino dulce licoroso
azúcar
salsa de soja 
sichimi togarashi (mezcla de aromas  japonesas a base de guidilla)
sal
Cocción del arroz ( mediante absorbimiento)
Echar el arroz en un bol con el doble de agua y con la ayuda de las manos masajearlo por 1 minuto hasta cuando el agua no sea blanca.verter el arroz en un chino y aclararlo bajo el grifo muy delicadamente. Reponer el arroz con el agua y ejecutar el mismo procedimiento......por 3/4 veces hasta cuando el agua de remojo se quede limpia.
Ahora verter el arroz otra vez en agua y dejar reposar por un rato sobre los 20/40 minutos.
durante el verano es suficiente una media hora pero en invierno igual una hora
Escurrir el arroz y echarlo en un cazo con fondo gordo y añadir el mismo volumen de agua más una cucharada( el agua debe estar por encima del arroz de 2 cm).
Cuando el agua empieza a hervir añadir el alga (anteriormente escurrida bajo el grifo) y cubrir con la tapa, mejor si envuelta en un trapo limpio, así que se conseguirá casi un sello ( el trapo va a absorber las gotas de agua que no caerán por encima del arroz). Dejar cocer 10 minutos a fuego suave.
Mientras tanto poner al fuego el aceite con azúcar, y sal y cuando  todo estará bien suelto apagar y dejar enfriar. 
Apagar el fuego y todavía sin abrir dejar reposar por otros 10 minutos. Cuando se quita la tapa el arroz debe de ser recogido en un plato de madera o en un bol bastante amplio donde se añade el aceite enfriado y con una cucharada de madera  húmeda se mezcla el arroz desde el bajó hacia arriba y desde el externo hacia el centro con mucho cuidado hasta cuando el arroz sea bien frío!

Para los hongos shitake:
Yo utilice' los frescos. Hay que limpiarles bien y cortarlos en tiritas finitas. Calentar el ajo en un sartén con un hilo de aceite, añadir los hongos y saltearlos unos minutos, para que salga el agua y  al final echar 1/2 cucharada de vino licoroso, 1/2 cucharada de vermut dry, 1 cucharada de salsa de soja,1 cucharada de caldo de pollo,y una pizca de azúcar. saltear unos minutos para glasear y apagar y dejar enfriar.

Para las zanahorias:
Cortar las zanahorias a forma de cerillas,mojarlas en agua por 10 minutos, escurrirlas y secarlas.saltearlas a fuego medio con 1 cucharada de aceite y 1 cucharadita de azúcar; cuando empiezan a ablandarse añadir 1 cucharada de salsa de soja y dejar estofar unos minutos a fuego bajo para secarles. Verterles en un bol y dejar enfriar.

Para el chicharro: 
Limpiar bien los filetes y dividirles en 3 trozos con un cuchillo bien afilado.Tener cuidado de quitar todas las espinas. Masajear los filetes  col sal ambos lados. En una sartén con 1 hilo de aceite poner los filetes por el lado de la piel por un par de minutos y luego damos la vuelta y dejamos  otros 2 minutos.tener cuidado que el pez sea cocido al interior, dejar enfriar.
Cortar la cebolla en rodajas finas y ponerla en agua por 20 minutos, luego escurrir bien, secar y 
Añadir al arroz y Mezclar junto al sésamo, la cáscara de limón rallada. Verter el arroz en cada bol y por encima poner los trocitos de chicharro, las zanahorias cortadas y los hongos todos bien ordenados.


Espero no haber olvidado nada si alguien necesita ayuda yo estoy aquí :-)

domenica 7 settembre 2014

Paneer, che scoperta il formaggio indiano!


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Questo mese ricomincia lo starbooks e voglio ricominciare anche io con le migliori intenzioni e vedere se riesco a mantenerle. Si perche' ogni mese con l'iniziativa dello Starbooks Redone ognuno di noi ha la possibilita' di rifare le ricette di libri esaminati e analizzati dalle Starbookers, provenienti da lnomi illustri del settore  e di poter dare le proprie impressioni e valutazioni sul piatto scelto.
Io ero rimasta colpita dalla ricetta di Mari LasagnaPazza del paneer, tratto dal libro India in cucina, formaggio indiano che si ottiene dalla semplice cagliatura del latte con succo di limone.  

PANEER
da India in cucina – a cura di Pushpesh Pant
Ingredienti
-2 litri di latte intero fresco
-2/4 cucchiai di succo di limone

Qui di seguito riporto le indicazioni di Mari che ho seguito alla lettera:

Scaldare il latte in una pentola a fuoco medio. Quando bolle incorporare il succo di limone. Appena il latte caglia il siero comincia a separarsi. Scolare il latte cagliato con una garza pulita e ridurlo a un solido. Sollevare e legare i lembi della garza senza strizzarla e formare un fagottino. Sospendere il fagotto sopra un contenitore e lasciar filtrare tutto il liquido. Trasferire il composto solido, sempre nella garza, nel lavello sotto a un peso per 2-3 ore fino a produrre un blocco di formaggio che può essere tagliato nella forma desiderata.


Il paneer cosi' ottenuto tagliato a dadolini, e' stato fritto dalla sottoscritta in una padella  in olio extravergine  e poi salato leggermente. Quello che risulta e' un formaggio delicato e fresco senza sentire assolutamnete il sapore o retrogusto del limone!

miei commenti
-->Io per fortuna a differenza di Mari il paneer l'ho fatto una volta soltanto, grazie soprattutto alle sue dritte dopo aver avuto problemi lei stessa...
-->secondo me i 2 cucchiai di succo di limone sono pochi perche' quando li ho aggiunti dopo 5 minuti si era cagliato pochissimo latte e non mi tornava. Allora ho aggiunto altri 2 cucchiai e mescolando dopo poco si e' notata la separazione evidente tra il siero giallo/verdastro e il "futuro" formaggio bianco e coagulato. Quindi mi azzardo a dire che molto probabilmente, visto che il latte che ho usato era intero, ci si riferica ai tablespoons inglesi e allora si risolve il dilemma!
-->Da grande soddisfazione fare il formaggio in casa...almeno a me e' piaciuto moltissimo anche perche' ne avevo sentito parlare per caso e non avevo in mente che con del succo di limone si potesse fare il formaggio cosi' rapidamente.
-->dopo 2 ore effettivamente il formaggio si era compattato e l'ho potuto tagliare bene....solo che i miei cubetti non sono cosi' precisi come quelli di Mari ;-)
La ricetta e' promossa 


Version español
Nunca había oído hablar de paneer o sea de queso obtenido de la leche cuajada con zumo de limón. Es una receta india que se puede comer en diferentes maneras por ejemplo acompañada de arroz.
Así he querido probar a hacerlo y de verdad es bastante fácil lo único hay que tener cuidado con la dosis de zumo de limón.
Paneer 

-2 litros de leche gorda
-2/4 cucharadas sopera de zumo de limón

Calentar la leche en un cazo y cuando hierva echar el zumo de limón (en mi caso hacía falta 4 cucharas de zumo pero hay que empezar con menos  y a un tiempo ponerse a mezclar con una cuchara. Dentro de pocos minutos se notará la evidente separación entre el suero amarillo y la leche cuajada blanquita. Escurrir la leche cuajada y ponerla en un trapo limpio y sin apretar formar un paquete que pondremos por encima de un colador, para dejar escurrir bien toda el suero.
en cuanto el queso haya escurrido bien lo ponemos por de bajo de un peso unas 2/3 horas por permitir que sea compacto para cortarlo.
Este queso es bueno así crudo con un hilo de aceite o bien lo podemos freír cortados en cubitos, en aceite de oliva extra virgen, como hice yo. Tiene un sabor muy delicado que no sabe para nada a limón o a amargo.

domenica 31 agosto 2014

No es País para sosos.....

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In questo periodo la rete televisiva basca trasmette il lunedi un programma di cucina e di cultura insieme cioe' un viaggio culinario nei Paesi baschi  No es país para sosos condotto da due chef locali famosi vanno a scoprire per tutta euskadi i prodotti migliori autoctoni e ad assaggiare le ricette piu' tradizionali.
Gli chef sono due tipi simpatici...  Ramon Roteta che gestisce il ristorante che porta il suo nome  ad Hondarribia e l'altro piu' giovane Ander Gonzáles titolare dell' Astelena a San Sebastian.
Io ho rifatto una ricetta di quest'ultimo con delle varianti mie e mi e' uscito un piattino niente male ;-)

L'ispirazione mi e' venuta dalla presenza della materia prima e di questo ringrazio Valentin il nostro dueño che ci ha regalato dei bellissimi pomodori insieme ad un tipo di  peperoncini tipici di qui detti guindillas che messi insieme al bonito che avevo surgelato hanno dato vita a questo piatto.
Il bonito non e' facile da trovare in Italia , sarebbe il tonno alalunga che qui si trova nei mercati di pesce durante tutta l'Estate


Bonito impanato con farina di nocciole su letto di pomodori decorato con peperoncini guindillas del país 

Ingredienti per 2 persone

-1pomodoro maturo piuttosto grande 
-200/300g di guindillas
-400g di bonito surgelato*
-4 cucchiai di farina di nocciole 
-olio evo

*Il bonito in questo caso lo uso sempre congelato perche' come altri pesci provenienti dall'Atlantico puo' essersi beccato l'Anisakis un parassita piuttosto noioso che si elimina o con la cottura o con il congelamento. Visto che il mio piatto prevede che il bonito al suo interno rimanga crudino lo congelo per almeno 48 ore per evitare problemi....
Saltiamo in una padella con un filo di olio le guindillas giusto per farle dorare ma le lasciamo croccantine.
Il bonito viene tagliato in cubi piu' o meno irregolari di circa 3 cm di spessore--> si passa prima nell'olio poi nella farina di nocciole e un poco di sale, infine  si fa saltare in una padella con un filo d'olio per 1 minuto per lato.
La farina di nocciole viene da un acquisto fatto a Firenze e si sposa bene con il pesce a cui da una crosticina dociastra.

Intanto nel piatto disponiamo il pomodoro spellato e senza semi, lo saliamo  e mettiamo sopra il bonito e poi decoriamo con le guindillas!!Cospargiamo con sesamo in semi.

Version español 
Mi receta esta vez está inspirada por la transmisión de eitb No es país para sosos con dos chefs muy majos como Ramon Roteta y Ander Gonzáles que nos ofrecen un viaje culinario por Euskadi todos los lunes. Bueno.... Ander me inspiro' con unas de su recetas y he preparado un plato muy rico que os enseño.
Bonito rebozado con avellanas molidas sobre tomate con guindillas del país 

Ingredientes para 2 personas 
-1 tomate maduro bastante grande
-200/300g guindillas
-400g bonito congelado
-4 cucharadas soperas de avellanas molidas
-aceite de oliva extra virgen

Hay que recordar que el bonito lo utilizo congelado, por que normalmente el pescado del Atlántico puede ser afectado por anisakis y si se va a utilizar pescado que ya sabemos quedaría un poco crudo por dentro en nuestra receta, mejor no correr riesgos y congelarlo por 2 días por lo menos....

El bonito, sin piel, cortado en cubos de 3 cm mas o menos, lo ponemos primero en un bol con un poco de aceite donde recubrimos los trozos con aceite y luego les pasamos en otro bol con avellanas molidas  y un poco de sal, así permitimos que los trozos de bonitos  se cubran de avellanas.
Salteamos los trozos de bonito rebozado, 1 minutos por lados en una sartén con un hilo de aceite  (no más para evitar demasiado aceite....).
Mientras tanto en otra sartén hemos salteado, siempre con muy poco aceite las guindillas 5/7 minutos para que queden crujientes y se doren sin más.
Ahora preparamos cada plato  donde colocamos el tomate en rodajas sin piel y sin pipas, luego por encima, el bonito y a decorar las guindillas y  por fin salpicamos con semillas de sésamo.



mercoledì 20 agosto 2014

Spaghetti meravigliosi e ¡Aste Nagusia!


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Sabato scorso e' iniziata la semana grande, Aste Nagusia per dirla in basco cioe' la settimana di divertimento e allegria che pervade tutta Bilbao anche se piu' in particolare il Casco Viejo. La citta' si anima di grandi e piccini che partecipano a  manifestazioni e concorsi di vario tipo per concludersi, si fa per dire..... ogni notte con fuochi di artificio che illuminano questa splendida citta'!


E noi siamo andati ad assistere al txupinazo (per la prima volta) cioe' all'atto che inaugura l'apertura delle feste di Bilbao che iniziano il sabato seguente al 15 di agosto, proprio al Teatro Arriaga dove si e' affacciata, insieme al txupinero e alla pregonera, la famosa Marijaia una signora piuttosto grassoccia, simbolo delle feste di Bilbao.

Spaghetti con gamberi,  calamari, merluzzo e tonno alalunga
La settimana scorsa ho fatto degli spaghetti molto buoni con un sughetto di pesce di cui vi elenco gli ingredienti per 2 persone:


-4 calamari di medie dimensioni
-6 gamberi freschi 
-250 g di filetto  merluzzo fresco
-100g di tonno ala lunga (che mi era avanzato...)
-olio evo
-2/3 spicchi di aglio 
-prezzemolo fresco 
-200g di spaghetti o spaghettini

Pulire bene i calamari, sciacquarli in acqua corrente e tagliarli in  rondelle piuttosto sottili.
Porre in una padella capiente gli spicchi di aglio tritati  a saltare in  2/3 cucchiai di olio evo e aggiungere i calamari, il merluzzo e il tonno ala lunga, che può essere sostituito con del pesce spada. Il tutto a fuoco vivace. 
Per ultimo aggiungere i gamberi che ci metteranno pochissimo a cuocere. Il merluzzo si disfera' da solo molto rapidamente mi raccomando non occorre spezzettarlo....
I tempi di cottura sono molto brevi, circa 10 minuti poi si spegne  e si copre per mantenere in caldo. 
Si cuoce gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata, si scolano al dente e si risaltano 1/2 minuti nella stessa padella del sughetto di pesce a fuoco vivo! Si impiattano e si guarnisce con prezzemolo fresco tritato. 


Version en español
Las fotos de arriba no tienen que ser explicadas a los amigos vascos por que representan la inauguracion del Aste Nagusia las fiestas mas locas de Bilbao entonces lo unico que digo es gora Marijaia y a disfrutar!!!
Spaghetti con calamares, gambas, bonito y bacalao...
Justo aquel sabado hice unos spaghetti muy ricos con sugo de pescado que encontré a la pescadería y que os pongo aquí enseguida:

Ingredientes para 2 personas:
-4 calamares de medio tamaño
-6 langostinos frescos (si no hay sustituir con descongelados aunque no son lo mismo!)
-250g de bacalao fresco
-100g de bonito (me sobraba, pero igual se puede sustituir con pez espada)
-aceite de oliva extra virgen
-2/3 dientes de ajos picados
-perejil fresco 
200g de spaghetti

Limpiar y escurrir bien los calamares, luego cortarles en rodajas bastante finas.
Poner en una sartén capaz, los ajos picados con 2/3 cucharadas de aceite de oliva extra virgen y añadir también las rodajas de calamares, el lomo de bacalao y lo de bonito, todo a fuego vivaz.

Al final poner los langostinos que necesitan muy poco para cocer. El bacalao se deshace así mismo sin corte previo. En total los tiempos de cocción son rápido entorno a 10 minutos, luego se apaga el fuego y se tapa para mantener caliente la salsa. Mientras tanto en agua hirviendo se echan los spaghetti,que cuando serán al dente se escurren y se dejan saltar 2 minutos en la sartén luego se ponen los spaghetti con la salsa de pescado en los platos y se salpican con perejil picado. 
Buen provecho y a chuparse los dedos ;-)


mercoledì 6 agosto 2014

La Torta frangipane e ocho apellidos vascos

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Ieri sera abbiamo visto il famoso Ocho apellidos vascos film uscito nei cinema spagnoli a marzo di quest'anno che qui e' stato un vero successo, il piu' visto degli ultimi anni, quasi 8 milioni di spettatori. 
Racconta le avventure di un ragazzo sivigliano che innamoratosi di Amaia una giovane ragazza basca si reca nei Paesi Baschi per conquistarla.....naturalmente il tutto farcito di gags e battute che contraddistinguono i miei amati baschi come la dimostrazione della purezza della discendenza basca elencando gli 8 cognomi di origine paterna e materna (naturalmente solo  baschi)! Per non dimenticare i paesaggi bellissimi della costa basca e dei paesini tipici locali. Insomma un invito a venire da queste parti prima possibile (e sperando che non piova ;-))
Io intanto mi sono buttata a sperimentare  nuovi dolci e grazie alle MTC e-saltate, che da' la possibilita' di fare le ricette dell'MTC delle  sfide "passate" a cui per un motivo o per un altro non abbiamo potuto partecipare, mi sono messa a fare la torta frangipane che mi ha sempre incuriosito (ma a vedere la quantita' di burro mi rifiutavo di fare).....invece l'ho fatta e chiaramente non poteva che essere buonissima!

Torta frangipane con marmellata di frutti di bosco e pinoli tostati 
da ricetta di Ambra  del blog Il gatto ghiotto
Ingredienti
Per la pasta frolla:
- 200g di farina 00 (debole)
- 100g di zucchero  semolato ---> io zucchero a velo 
- 100g di burro
- 1 uovo
- 1 pizzico di sale
- scorza grattugiata di mezza arancia

io avendo uno stampo di 20 cm ne ho usata la meta', la restante si puo' benissimo congelare.

Per la crema frangipane:
- 100g di farina di mandorle (o mandorle pelate)
- 100g di burro appena ammorbidito
- 100g di zucchero semolato
- 1 uovo
- 30g di fecola di patate/maizena
-1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio (facoltativo)

Per farcire e decorare:
- marmellata di frutti di bosco
-mandorle a scaglie -->io pinoli tostati
-buccia grattata di 1 limone bio 
-Gelatina di albicocca per lucidare

Per la frolla
Lavorare il burro freddo a tocchetti con la farina, il sale e lo zucchero fino ad ottenere un composto sbriciolato, aggiungere l'uovo leggermente sbattuto ed incorporarlo velocemente al composto insieme alla scorzetta d'arancia grattugiata. Formare una palla, metterla nella pellicola e riporla in frigorifero per un'ora circa. --->Io l'ho fatta riposare per 1 giorno intero.

Nel frattempo preparare la crema frangipane
 Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e l'acqua di fiori di arancio sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle (o le mandorle precedentemente tritate finemente nel mixer con un paio di cucchiai di zucchero) poco per volta e la fecola (o maizena), continuando a montare.

Stendere la frolla in uno strato sottile e foderarvi una tortiera (meglio se col fondo amovibile) precedentemente imburrata ed infarinata o utilizando carta da forno.
Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta e sistemarvici sopra un foglio di carta forno con dei fagioli a coprire tutta la superficie della tortiera. Infornare a 180° per circa 10 minuti, quindi rimuovere i fagioli e la carta e infornare nuovamente per altri 5 minuti circa. Io ho saltato questo passo e ho direttamente farcito con la marmellata, un strato abbondante e poi con la crema frangipane facendo attenzione a distribuirla bene con l'aiuto di un cucchiaio.
Ho infornato a 180℃ per 30 minuti circa, ricordandomi gli ultimi 5 minuti di mettere la cottura dal basso per far cuocere bene la base. Sfornare e grattarci sopra la buccia del limone e cospargerlo di pinoli tostati qualche secondo in un padellino antiaderente.
Da gustarsi con una abbondante tazza di te'..... per me e' il massimo!!


Version española
Ayer vimos el fenómeno español de los ultimos años Ocho apellidos Vascos el taquillazo que hasta ahora ha tenido casi 8 millones de espectadores!! Cuenta la historia de Rafa un verdadero sevillano que se enamora de Amaia, una joven chica vasca que se marcha hasta el Pais Vasco para  conquistarla.... todo esta forrado de tópicos vascos y de escenas divertidas como cuando Rafa, que por amor tiene que fingirse vasco enfrente del padre de ella, debe enumerar los ocho apellidos vascos que enseñan la pureza de la descendencia vasca! Para no olvidar los maravillosos paisajes vascos como las imagines de la costa de Zumaia o los muchos pueblos en el interior. Bueno al final una postal inolvidable par una invitación en el Pais Vasco!
Mientras tanto yo he experimentado una nueva receta con un postre muy rico, la torta frangipane que  tenia ganas de probar hace mucho tiempo pero dudaba viendo la cantidad de mantequilla.....

Torta frangipane con mermelada de fruta del bosque y piñones tostados

Ingredientes
Para la masa quebrada
-200g harina 00
-100g de azúcar --->yo azúcar glasé 
-100g mantequilla 
-1 huevo
-1 pizca de sal
-Piel rallada de media naranja
yo con un molde de 20 cm de diametro utilice' media masa y la restante se puede conservar en el congelador.

Para la crema "frangipane"
-100g almendras molidas 
-100g mantequilla que sea un poco tierno
-100g azúcar 
-1 huevo
-30g maicena 
-1 cucharada de agua de azahar

Para decorar y forrar la tarta
-Mermelada de frutos del bosque
-Almendras cortadas en laminas --->yo piñones tostados
-ralladura de 1 limón ecológico
-Gelatina de albaricoque para lucir 

Elaboración de  masa quebrada
Cortar la mantequilla fría  en trocitos y trabajarla con harina, sal y azúcar, con la ayuda de los dedos hasta formar casi arena. Ahora añadir el huevo,batido muy poco, junto a la cáscara rallada de naranja.Hacer una masa hasta obtener una bola  y pasarla en la nevera envuelta en película por lo menos por una hora. Yo la deje' toda la noche.

Mientras tanto preparar la crema frangipane:
Batir la mantequilla con el azúcar hasta obtener una crema espumosa. Añadir el huevo ligeramente batido y también  agua de flores de azahar y se sigue batiendo muy bien hasta incorporar las almendras molidas, poco a poco y la maicena.

Al momento de extender la masa quebrada hay que ser bastante rápidos por que no se debe trabajar mucho este tipo de masa para evitar que no se caliente demasiado y no salga bien al final.
Entonces cuando la masa será extensa la ponemos en un molde redondo (entorno 20 cm de diámetro) con fondo móvil donde la apretamos bien a las paredes.yo no pongo a cocer la masa con vainas secas por que prefiero que cueza 5 minutos más con función aireación por de bajo.  Se pone por encima primero la mermelada y enseguida con mucho cuidado la crema frangipane con la ayuda de una cucharada.   

Hornear por 30 minutos a 180℃ de los cuales 5 con cocción por de bajo. 
Quitar del horno y salpicar con piñones tostados unos segundos en una sartén y la ralladura de un limón ecologico.